INTERVISTA: Marco Grosso, nuove frontiere..."di carta"!

03.03.2022

Riflessione del tutto personale: ha senso, nel 2022, continuare a discutere di Heavy Metal basandosi sul solito distinguo underground VS mainstream? Non me ne vogliate, ma in tutta franchezza credo proprio di no. Il mainstream di oggi è "fatto in casa" quanto le produzioni sotterranee, e a poco servono i dati statistici circa le riproduzioni sulle piattaforme digitali. L'affluenza ai concerti, che va dalla squallida isteria delle masse smartphone-munite ai proverbiali "quattro gatti" che si agitano di fronte al palco di un circolo ricreativo, è l'unica unità di misura che ancora separa gli Scorpions dai...boh...qualunque band locale con un solo demo all'attivo. E nessuno di noi, ormai, deve meravigliarsi più di tanto nel constatare che il demo della Pisticci Scalo Band (cito per comodità un mio recente ospite...) vale quanto il nuovo album degli Scorpions, se non di più. Leggere il mio recente riassunto sulla N.W.O.T.H.M. per credere!

Con l' "editoria specializzata" va ancora peggio, se possibile. Certo, esistono ancora i periodici cartacei distribuiti ed acquistabili nelle edicole, ma la cui linea editoriale è ormai talmente orientata alla cronaca generalista e al commento grossolano che di "specializzato" sembrano avere davvero poco...anzi, niente. Con un paio di eccezioni, ma che sono e rimangono - appunto - eccezioni, fino a prova contraria. Ringrazio invece Marco Grosso, caporedattore del rotocalco autoprodotto Holy Legions e di ulteriori opuscoli-satellite, che interviene oggi su Hammerblow aiutandomi ad indagare circa la nuova ondata di riviste indipendenti. Dopo oltre vent'anni di iato, la fanzine (come la chiamavamo e leggevamo fino alla fine degli anni '90) torna ad occupare un posto speciale nei cuori e nelle librerie degli appassionati. L'opera di divulgazione "amatoriale" ricompare nel suo formato classico (quello...di carta!) ed è di nuovo la lettura preferita dei kids...

Massimo Machetti
marzo 2022

L'INTERVISTA

HB: Forse non lo sai, Marco, ma la tua intervista sarà la prima in assoluto, all'interno del nostro "format" dedicato al giornalismo musicale, in cui parleremo di FANZINE e riviste indipendenti. In quanto capo-redattore di una 'zine attualmente attiva e ben accolta dal pubblico, puoi introdurre ai lettori più "giovani" il concetto di rivista indipendente?

MG: Una rivista indipendente è in sostanza un'evoluzione della classica fanzine fotocopiata in modo amatoriale, scritta da una sola persona o quasi. In effetti è nella forma e nella sostanza una vera e propria rivista, con una veste professionale e una redazione articolata. Trattandosi di autoproduzione, ovviamente non ha né i numeri né la distribuzione in edicola, ma viene generalmente spedita per posta, spesso stampata on demand nel numero di copie che realmente si vendono o poco più. Nel caso di Holy Legions, si può parlare di "rivista indipendente" perché esce in brossura con carta patinata, stampata in tipografia, una copertina di qualità fatta su misura (da Enzo Rizzi) e con una redazione di molti elementi. Non essendo nata per scopo di lucro, la catalogherei piuttosto una via di mezzo tra una 'zine vecchio tipo e una rivista ufficiale.

HB: Diamo ai frequentatori di Hammerblow la bella notizia: "Holy Legions" sbarca in...America! Raccontaci, nel dettaglio, come stanno le cose e su come siete riusciti a raggiungere questo traguardo...

MG: Lasciami dire che questa cosa è stata sia inaspettata ma di contro molto gratificante; mi giunge una email dall'America tra novembre e dicembre del rettore dell'Università del Michigan, che mi comunica di aver avuto segnalazione di Holy Legions, forse da qualcuno che l'aveva acquistata precedentemente, (visto che abbiamo avuto richieste anche dagli USA, Germania, Olanda e altri paesi esteri). Nella missiva mi chiede di poter comprare il numero 0 e l'uno, poiché meritevole di essere messa nella Biblioteca degli studenti, per i contenuti e forse (mio pensiero) per la divulgazione di testi in italiano di buona qualità. Comprano, spedisco e a gennaio 2022 mi arrivano le foto della fanzine all'interno dell'Università. Forse questa cosa è la più bella che possa capitare a chi scrive, che venga riconosciuto come eccellenza nel settore di riferimento.

HB: Dai miei ricordi, il mondo dell'editoria underground su carta stampata è sopravvissuto fino ai primi mesi del Terzo Millennio: quando Hammerblow andò "in onda" per la prima volta, alla fine del 2002, le FANZINE erano già scomparse quasi del tutto. Eri anche tu un lettore delle riviste "amatoriali", prima dell'Era Informatica? Ne ricordi qualcuna particolarmente interessante e/o ben redatta?

MG: Si, mi sono passate alcune di queste tra le mani, a memoria ricordo con piacere Legion Of Defenders, Metal Chaos e un'altra di cui ho scordato il moniker, edita dai ragazzi che ruotavano al Pub 4 Assi di None (TO) a cavallo tra fine 90 e primi 2000. Ne possedevo anche qualcuna estera, americana e giapponese, ma un'alluvione a metà anni 90 si portò via tutte queste e circa 9 mila tra LP e 7" che tenevo in un garage di quella che fu casa mia. Non ricordo molto altro, perché tante di queste erano poco più di quattro fogli fotocopiati e assemblati alla meno peggio. Ma proprio grazie a una di queste meno celebrate, lessi dell'uscita del demo di tali Necrodeath e Mortuary Drape, e li recuperai in breve tempo.

HB: Le fanzine stanno ritornando alla grande, dagli ambienti sotterranei (metal estremo, dungeon synth ecc) fino a quelli meno circoscritti. Perché, secondo te, questo rinnovato interesse per un certo tipo di riviste? E' la solita questione relativa alla ciclicità delle "mode", oppure c'è qualcos'altro? Forse il recente coinvolgimento di massa per i dischi in vinile ha riacceso, in generale, una piacevole ossessione per l'oggetto fisico e collezionabile?

MG: Credo che vi siano molti fattori che messi insieme stanno riportando in auge le fanzine: il desiderio di avere un oggetto fisico, consultabile e collezionabile da tenere tra le mani quando se ne ha voglia, la "settorialità" e la specializzazione (come per Holy Legions, ad esempio) in un determinato ambito dell'heavy metal che interessa particolarmente, e non ultimo il ritorno a qualcosa che appartenga visivamente a un gusto estetico corrispondente ai propri canoni. Quindi un mix di sostanza, forma e possesso, in relazione al fatto che la frammentazione specializzata dei gusti sonori sta avanzando prepotentemente, nel bene e nel male, soppiantando le cose troppo generaliste, che per soddisfare tutti non soddisfano nessuno.

HB: Domanda insidiosa: le fanzine, negli anni 90, erano nella maggior parte dei casi distribuite GRATUITAMENTE. Oggi non è più possibile ed è inutile tentare di dimostrare il contrario. Anzi: il prezzo medio di un giornalino do-it-yourself si rivela essere allineato con quello di tanti periodici acquistabili in edicola! Alla luce di questo, Marco, cosa spinge un lettore a preferire l'acquisto di una 'zine a quello di una testata, diciamo così, celebre?

MG: Stampare una fanzine fatta bene costa; parecchie centinaia di euro, e tale costo non permette di regalare nulla. Per fare le cose fatte bene e per fare vivere un progetto di questo tipo bisogna vendere, recuperare le spese e reinvestire per produrre altri numeri. Non si scappa, ma è normale così. Rispetto ad una rivista da edicola una 'zine si gioca la preferenza, secondo me, su almeno due aspetti: la qualità di scrittura di chi la redige, riferita a un ambito ultra-settoriale di nicchia (il grind, il black, il power, il thrash, ecc), e la libertà di esprimere pensieri e giudizi liberi, svincolati da logiche commerciali e "leggi non scritte" che condizionano l'operato. Su Holy Legions non facciamo recensioni, non facciamo interviste suggerite, non seguiamo il "treno promozionale" delle case discografiche. Su tante riviste si leggono recensioni "leccate" con voti altissimi immeritati, poi guardi i banner pubblicitari e ti ritrovi che a pagare quello spazio sono le case discografiche che sponsorizzano il disco recensito come "capolavoro". Un lettore si accorge subito che è una marchetta, e quindi non considera valida quella rivista dal punto di vista "indipendenza di giudizio". Noi scriviamo di chi ci pare, come ci pare e senza pressioni esterne. Questo viene fuori, e un lettore intelligente preferisce investire su qualcosa di alternativo e originale rispetto a qualcosa che da decenni segue sempre le solite linee guida, senza variazioni. Non tutte le fanzine sono così libere, alcune si "autoallineano" agli schemi delle riviste, riproponendo in piccolo la solita solfa, altre osano e si distinguono. A noi piacciono queste ultime, e per fortuna ve ne sono in giro.

HB: Come avrai visto, la nuova versione di Hammerblow ha più i connotati di un blog personale che quelli di una rivista on-line. A fronte di ciò, le WEBZINE (ovvero i rotocalchi amatoriali in formato digitale, come lo è stato Hammerblow a suo tempo) sono ancora il medium critico/informativo più diffuso, economico e facile da raggiungere - per qualunque tipologia di pubblico. Come ti rapporti con questo tipo di "divulgatori"? Li percepisci come "concorrenza" ai tuoi progetti cartacei?

MG:  No, noi e loro siamo due cose completamente diverse. Non le considero come competitor perché hanno altri format, altre logiche e altri target di pubblico, differenti dai nostri. Le webzine hanno uno schema preciso e costante da che esistono sul web: vivono del trittico Recensione + Live Report + Intervista sull'ultimo disco dell'artista X. In aggiunta, la sezione News è il fulcro dell'attività, lasciando pochissimo spazio ad altre rubriche che, quando appaiono, sono poco seguite. Il pubblico medio delle webzines vuole informazioni rapide, veloci, sapere subito e senza fronzoli date di concerti, uscite discografiche, qualche pettegolezzo su tizio o caio e poco più. Per l'approfondimento, come il nostro, ci vuole tempo da dedicare alla lettura, concentrazione, un luogo adatto e tanta pazienza. Holy Legions non è per tutti, e meno male diciamo sempre, a noi piace sapere che il nostro pubblico è più attento, critico, preparato e pignolo, che ne sa quanto e più di noi, che è attento ai dettagli e non transige sulla scrittura, nella forma e nella sostanza. Io leggo ogni tanto qualche webzine, più che altro per capire cosa succede, ma salto a piè pari le recensioni, spesso fatte da persone incompetenti e superficiali, così come le inutili interviste dove si ripete la solita tiritera: "Il disco XXY che abbiamo fatto ieri è il più bello della nostra carriera". Da quando possono scrivere tutti e farsi un sito gratis, la qualità è scesa quasi a zero, in genere, e tante webzines sono francamente inutili se non dannose.

HB: ...Giancarlo Trombetti è intervenuto su queste pagine esprimendosi duramente nei confronti di certi informatori on-line. La facile diffusione delle proprie idee legittima davvero una serie di opinionisti...."da Pisticci Scalo"?

MG: Come appena detto, oggi chiunque scrive, e quindi non c'è alcun filtro alla competenza o meno, i caporedattori di molti siti arruolano manovalanza tipo "Umpa Lumpa", operai del metal, che sfornano a ciclo continuo materiale, buttato dentro senza editing e senza rileggere. Succede che, accanto a penne molto competenti e brillanti, che sono presenti in tutte le webzine principali, c'è un esercito di "peones" che ai tempi del cartaceo non avrebbero manco potuto leccare i francobolli in redazione. Mischiando la seta con gli stracci si crea un livellamento medio che tende a penalizzare i bravi e a dare la stessa rilevanza agli scadenti. Chiunque può aprirsi un blog, un sito, e iniziare a buttare fuori materiale, senza alcun filtro qualitativo. Questo è uno dei motivi per cui le fanzines di qualità e specializzate stanno di nuovo iniziando a nascere, per ovviare a un generalismo di scarso appeal.

HB: Da quanto ne so, attualmente sei impegnato su ben TRE fronti: "Metal Gems", il nuovo progetto "Unholy legions of hell", dedicato al metal estremo, e la stimata Holy Legions. Quanto le prime due sono considerabili spin-off di "Holy Legions" e in che misura, invece, ne sono "indipendenti"? Se sei d'accordo, proviamo a dare delle indicazioni di massima su ognuna delle tre realtà, in modo che i lettori possano orientarsi meglio sull'acquisto...

MG: Tutti e tre i progetti sono legati ad una "casa madre" che è Antigraphic Publishing, gestita sia da me che da Francesco Ceccamea e Denis Bonetti, con il prezioso aiuto di Carlo Masoni nell'ambito del merchandise e della comunicazione, specie sui nuovi media. I tre progetti quindi sono tutti egualmente importanti, e solo Metal Gems può essere considerato uno "spin off", un jolly, che ci permette di inserire materiale molto speciale e inusuale, oppure molto più eterogeneo. Holy Legions e Unholy Legions Of Hell sono due realtà di pari livello, la prima mi vede più impegnato nella gestione, al pari di Francesco Ceccamea, la seconda vede Denis e Francesco i coordinatori principali, e io più defilato e attivo come writer principalmente. In più la redazione di HL e di ULOH è più o meno la stessa, con qualche aggiunta o sottrazione in una delle due. Metal Gems invece è un "contenitore libero" che è a disposizione di ognuno di noi per quello che esula dai due macro argomenti, ovvero il Classic Metal e il Death Metal.

HB: Sinceramente: come scegli le "penne" che interverranno in maniera continuativa (o meno) sulle tue fanzine?

MG: La selezione delle penne avviene "per chiamata", decisa da me e da Ceccamea, per Holy Legions e da Denis Bonetti e Francesco per ULOH. Crediamo di avere oggi una redazione complessiva con le migliori penne heavy metal in Italia, con le loro peculiarità e personalità caratteristiche. Ovviamente sottoponiamo alla redazione le opzioni e ne discutiamo, in modo da prendere la decisione più democratica e limpida possibile. Non c'è poi un obbligo continuativo a scrivere, ognuno partecipa nei modi e nei tempi che gli sono congeniali, quindi può essere che vi sia chi scrive sempre, chi una volta, chi più volte ma non continuativamente, come in un laboratorio collettivo aperto e libero. C'è da dire che riceviamo anche candidature dall'esterno, ma salvo un paio di casi, sono state proposte da parte di personaggi umanamente miserabili, ingestibili, o di scarsa caratura; altre candidature le abbiamo scartate perchè è meglio non avere troppe persone da coordinare e che rischierebbero di non trovare spazi utili all'interno di HL. Abbiamo detto tantissimi "no", ma anche dei "si" incondizionati.Quando il valore è alto, come successo, abbiamo accolto in redazione persone che non conoscevamo, i cui scritti sono talmente buoni da meritare uno spazio su Holy Legions. Selezione e meritocrazia vera. In tal senso anche con gli sponsor abbiamo fatto una cernita, accogliendo soltanto quelli inerenti al settore. A differenza di altri, e rinunciando a delle entrate extra, abbiamo detto no a tipologie tipo gommisti, pizzerie, cartolerie e pescherie, con tutto il rispetto ci mancherebbe, non in target con il nostro pubblico.

HB: Data la quantità e la corposità degli argomenti che ti ho proposto, credo che possiamo chiudere qui la chiacchierata, o meglio: prenditi questo spazio finale per rispondere "a tema libero". Anticipazioni, retroscena, saluti...insomma, quello che vuoi. Grazie della disponibilità e in bocca al lupo per le tue idee cartacee!

MG: Ringraziando per lo spazio concessomi, posso anticipare che sul numero 2 ci sarà un lunghissimo dossier sui Death SS del periodo "Evil Metal", con clamorose rivelazioni e aneddoti mai sentiti prima, così come alcuni articoli in esclusiva su nomi di culto di ieri e di oggi. Seguiteci sui social, scriveteci, confrontatevi con noi, fate il passaparola con gli amici, perché queste avventure editoriali indipendenti sono il futuro, e per continuare a svilupparsi hanno bisogno di un pubblico aperto e intelligente!

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