SPECIALE: PROGRAMMED L'arca perduta del Metal Americano (introduzione)

21.01.2022

ORIGINI & CONTRADDIZIONI

Del palindromico capolavoro dei Rush abbiamo già parlato, ma - repetita iuvant! - ribadiamo la forza con cui il "trio delle meraviglie" introdusse nei contesti Hard n' Heavy quella pseudofantascienza che allertava circa manipolazioni di massa, annientamento del libero arbitrio e megalopoli corrotte.
Altresì, il Nuovo Continente era già stato svezzato, negli anni '70, da una prima ondata di rockers "class &
 melody" (basti pensare, tra gli altri, a AngelLegs Diamond, Styx e relativi alunni).

Casualmente o meno, però, il big bang dell' Heavy Metal Americano moderno cadde proprio nell'anno incriminato dalla profezia orwelliana: calpestando il cadavere della NWOBHM, nel 1984 le "acciaierie" U.S.A. iniziarono a produrre a ritmi forsennati - scanditi dai tamburi del fato di nocchieri esperti come Manowar e Metallica!

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Ma dall'avvento dei Queensryche in poi, un certo immaginario hi-tech avrebbe progressivamente assunto connotati iperbolici: le piane post-nucleari già ritratte dai Judas Priest si sarebbero sovrappopolate di energumeni armati fino ai denti, di supereroi metà-uomini-metà-macchine, di mezzi corazzati dall'inaudita potenza balistica.

Date un'occhiata al videoclip "Queen of the reich", lanciato nel 1983, poi ai titoli di testa della serie-TV "Capitan Power e i combattenti del futuro" (1988): il set del noto telefilm è evidentemente un'edizione riconfezionata (per il formato televisivo seriale) delle medesime coreografie di Queensryche!

i Crimson Glory su Kerrang! (1987). Archivio privato
i Crimson Glory su Kerrang! (1987). Archivio privato

il videoclip "Queen of the Reich" , 1983

il telefilm "Capitan Power" , 1988

Da un'analisi sommaria, il minaccioso scenario a tema "guerriglia futuristica" - che dilagherà ulteriormente - sembra esaltare un' America invasata dal clima della Guerra Fredda, perorando quasi una causa guerrafondaia ed inneggiando a bande di spietati mutanti all'assalto delle wastelands.

Ci fa riflettere il prezioso brano di Poggi & Casini "La controffensiva reaganiana" (Rockerilla n.64, 1985), redatto durante un soggiorno degli stessi autori in U.S.A., che riferisce in-tempo-reale di una vera e propria messa al bando dell'Heavy Metal da parte delle principali istituzioni d'oltreoceano.

Rockerilla, dicembre 1985. Archivio privato
Rockerilla, dicembre 1985. Archivio privato

Incredibile, se teniamo presente quale fosse la febbricitante percezione dei kids italiani dell'epoca circa l'insurrezione di bande come Twisted SisterIcon, W.A.S.P., Bon Jovi (tutti nell'84!!!) e molti altri. 

Tale contraddizione in termini non può che essere riconducibile, a mio avviso, agli effetti del condizionamento sociale, ed ecco che shockers e sovvertitori come Lizzy Borden finiscono inevitabilmente per partecipare alla parata nazionalista ("American Metal"!), con tanto di autoblindo, mazze da baseball e vessillo stelle & strisce.

AD del 1986 (foto dal web)
AD del 1986 (foto dal web)
Lizzy Borden su HM, 1987. Archivio privato
Lizzy Borden su HM, 1987. Archivio privato

Il tutto, mentre il PMRC iniziava a diffondere le patetiche etichette "parental advisory: explicit lyrics" e portava in tribunale alcuni esponenti del mondo dell'Heavy - quale migliore capro espiatorio per "coprire" ben altri disagi e problematiche della comunità giovanile americana?!

Allo stesso modo, è curioso notare come Twisted Sister, ras del quartiere finiti fisicamente sul banco degli imputati, continuassero a sposare quell'immagine di patriottici "Guerrieri della notte" che, con maniere non certo edulcorate, intimidiscono i fatiscenti sobborghi metropolitani.

PROGRAMMED!

E' necessaria questa lunga premessa, per proseguire con la retrospettiva su un sottogenere che, sulle pagine del "primo" Hammerblow, scelsi di ribattezzare PROGRAMMED. A prescindere se questa ridefinizione sia stata o meno indovinata, chiarifico che solo parzialmente mi ispirai al titolo della prima imboscata dei Lethal (1990), comunque pregna di ogni cliché tipico del genere.

Queensryche su Hard'N'Heavy, 1987. Archivio privato
Queensryche su Hard'N'Heavy, 1987. Archivio privato

Mi lasciai piuttosto suggestionare dalle strutture altamente sofisticate, alla stregua della circuiteria di un complesso robot, dei Queensryche di "The warning" e "Rage for order"; senza dimenticare i primi Fates Warning Dream Theater (entrambi discussi di recente sul blog).

Il collante finale che uniformizza il metallo americano tecnologico e progressivo degli anni '80/90, e lo circoscrive talvolta in maniera persino caricaturale, è la ricerca urgente di un timbro vocale ispirato in egual misura a quelli di Rob Halford e Bruce Dickinson - modelli che, spesso, sembrano persino sovrapporsi!
Ne consegue un proverbiale conflitto tra eletti, longevo quanto la Questione Omerica ed altrettanto capace di spaccare in due l'opinione pubblica: quello tra Geoff Tate ed il misterioso Midnight - voce solista degli argentei Crimson Glory.

L'immane rimbombo mediatico di Queensryche relegò, purtroppo, Midnight ed i suoi angeli-guerrieri al ruolo (relativamente gratificante) di illustri epigoni, mai indirizzati né supportati in maniera adeguata dal proprio management...

Questo è soltanto l'inizio. Torneremo a parlare della generazione "figlia di Orwell", che questa introduzione ha inquadrato, per ora, esclusivamente in termini storiografici; ne analizzeremo i capitoli più intriganti, attraverso le opere dei protagonisti meno noti.
Perché, diciamoci la verità: quell'immaginario i cui volti più popolari potrebbero essere benissimo Rambo e il Colonnello Braddock, in qualche modo, galvanizza anche noi. Oppure perché...l'offensiva è già iniziata. Lookout!

Massimo

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