NOVEMBRE 2020, bentornato Hammerblow!

02.11.2020

WELCOME BACK, HAMMERBLOW!

Perché un'altra web-fanzine infarcita di recensioni fini a se stesse circa l'Heavy Metal e il magico mondo che vi ruota intorno? Semplice: perché questo blog sta esattamente agli antipodi di certi formati "editoriali". Perché Hammerblow, come forse qualcuno ricorderà, quella fase l'ha già vissuta e fa parte di un passato cui amo guardare con un po' di nostalgia e persino un certo orgoglio. Perché quando Hammerblow apparve in rete con il suo primo editoriale, eravamo in POCHI.Tra il 2002 e il 2005, questa creatura ha rappresentato qualcosa di più di un semplice rotocalco virtuale informativo sulla musica "dai riff super amplificati" (ipse dixit!) o di una collezione di recensioni: Hammerblow riportò alla luce materiale discografico, parzialmente o totalmente dimenticato, proveniente dall'età dell'oro dell'Heavy Metal, contribuendo alla sopravvivenza del culto, rinnovando l'interesse di ascoltatori e musicisti. I nostri non erano pezzi di critica professionistici, erano pubbliche considerazioni (talvolta tecnicamente discutibili, oppure eccessivamente colorate dall'impeto, dalla spensieratezza e dall'assenza assoluta di compromessi) sui nostri dischi e gruppi preferiti, sui relativi dati storiografici, sulle scoperte e riscoperte che ci facevano battere il cuore. METAL HEART! Grazie a questa attitudine, ad Hammerblow fu scherzosamente associata la definizione di... "Zibaldone dell'Heavy Metal". Di lì a poco, notai che un nutrito sottobosco di giovanissimi metallari, impugnando chitarre, microfoni e batterie, iniziarono a concepire la loro musica non più limitandosi all'influenza dei modelli imposti dalla stampa di settore, ma citando apertamente (chi in maniera un po' più credibile, chi decisamente...meno) nomi che fino ad allora non ricordava più nessuno, eccetto i collezionisti...

VIAGGIO ATTRAVERSO LA MUSICA

Finalmente torno a scrivere, senza alcuna pretesa o impegno, di ciò che amo e che mi accompagna da sempre. Ho attraversato tutte le fasi che un appassionato di Heavy Metal dall'indole particolarmente curiosa può attraversare e che molti di voi conoscono bene, poiché vissute sulla propria pelle. C'è stato il primo impatto, c'è stata la presa di coscienza di un'attitudine "collezionistica" legata alla fisicità del prodotto discografico in quanto contenitore di emozioni sonore (il disco) e visive (le copertine!). C'è stata la fase defender, quella melodica, persino quella estrema che oggi quasi rimpiango di non aver approfondito "in tempo reale", nel periodo in cui l'Heavy Metal più oscuro e "diabolico" partorì le sue cose migliori (quegli anni '90 di spaventosi fatti di cronaca in terra scandinava...). Con tanti anni di pratica sul manico della chitarra elettrica e sui libri di teoria musicale, con una -ancora piuttosto breve- esperienza nel mondo dei sintetizzatori e dell'elettronica ambient, adesso il cerchio si chiude. E' ora di omaggiare quell'amore per l'Heavy Sound e tutto il relativo immaginario, nello stesso modo in cui la prima incarnazione di Hammerblow tentò di tradurlo. Ma senza urgenze.

Buon viaggio!

Massimo Machetti
Firenze, Novembre 2020

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