LA SORPRESA: Richie Sambora Live - resurrezione di un capolavoro!

12.11.2021

RICHIE SAMBORA - THE STRANGER RETURNS
(radio broadcast, 1991 - digital release, 2021)

Difficile dedurre se questa nuova pubblicazione del leggendario radio-show di Richie Sambora abbia finalmente ricevuto il benestare dell'autore e di una "vera" label. Per il momento, l'unica certezza concessaci è che "The Stranger returns", dato recentemente in pasto ai principali contenitori di musica-liquida, riemerge dopo trent'anni di rispettabile circolazione sotterranea, perlopiù in formato compact.

Gli esperti frequentatori dell'orbita BonJoviana saranno senz'altro al corrente (tra l'altro) delle introvabili edizioni non-ufficiali marcate Live Storm e Buccaneer Records, a loro modo leggende della pirateria musicale italiana. Auspichiamo, quindi, che per l'ambito concerto di Mr. Sambora, tenutosi a San Diego nel 1991, i giorni del bootlegariato siano ormai conclusi.

Il tour era quello di "Stranger in this town", imbattuta opus solista dell' "altra metà" dei Bon Jovi; la "voce", quella della Fender Stratocaster cosparsa d'effigiate starz (!) al posto dei consueti segna-tasti.
Non è tutto: con "The Stranger returns", si verifica uno dei rarissimi casi storici in cui lo spin-off solistico mette a tacere persino la band d'origine. Bon Jovi non hanno mai pubblicato alcun live-album lontanamente paragonabile a questo - che, oltre a restituire un Richie Sambora al suo zenith chitarristico & vocale, si manifesta come uno dei migliori dischi-dal-vivo ascoltati negli ultimi decenni.

L'immane popolarità di cui godevano Bon Jovi in quel periodo (a seguito del kolossal "Keep the faith") fu probabilmente la force majeure che impedì al progetto solo di Richie Sambora di raccogliere i meritati consensi; è incauto, quindi, chiamare sempre in causa il pur disturbante avvento del grunge.

Bon Jovi fu (insieme ai Motley Crue?) il fenomeno che più di ogni altro, negli anni '80, diede continuità al rock-USA di Aerosmith, Journey e Kiss, amplificandone la risonanza ad un ulteriore livello: basti ricordare come il demotape, già nel 1983, fosse acclamato dagli esperti di tutto il mondo come folgorante novità hard n'heavy!

Inoltre, la splendida voce dello scolpito guitar-pistolero - che si riconferma in questa sede - non è sufficiente a fronteggiare il timbro di Jon Bon Jovi, inconfondibile tra milioni. "Wanted dead or alive", crepuscolare trasfigurazione novecentesca della poetica western, smarrisce in parte la sua profondità proprio per questo motivo, risultando forse l'episodio meno "tridimensionale" di questo gioiello ritrovato.

al Monsters of Rock '87. Archivio privato
al Monsters of Rock '87. Archivio privato

Sambora-solista deflagra in un paradisiaco melange di avvolgenti tastiere di raso e passaggi chitarristici con le stimmate di Hendrix, ClaptonStevie Ray Vaughan, in una performance che non fa prigionieri.

L'irradiante "Church of desire" apre la via a trionfanti estratti dal repertorio BJ ("I'll be there for you", "Bad medicine"), David Bryan introduce la sofferta "Father time" con una cortina sonora ai confini con la stratosfera, sulle orme regali degli Angel e di Keith Emerson.
Capolavoro d'efficacia è "Stranger in this town", in cui Sambora rivisita ben note geometrie blues, prima che la sua macchina da palcoscenico raggiunga i pieni giri con l'esplosivo FM-rocker di "Rosie"!

Mi trattengo dal commentare in via definitiva la produzione, trattandosi di una (ri)pubblicazione di dubbia ufficialità; ma "The Stranger returns" è un live epocale, l'esibizione di una band che si fa beffe di architettate elaborazioni in-studio e sortilegi posticci. Nessun bisogno di mascherare le imprecisioni: non ce ne sono!

Massimo


grazie a Mario per la preziosa segnalazione

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