HO RIASCOLTATO: Helloween - Metal jukebox

23.11.2021

HELLOWEEN - METAL JUKEBOX
(Raw Power, 1999)

Al di là di una produzione non certo brillante, continuo a chiedermi cosa abbiano fatto di male gli Helloween per provocare una così copiosa pioggia di stroncature, al momento dell'uscita di "Metal Jukebox" quanto nei commenti in-retrospettiva. Niente è imputabile loro, dal punto di vista formale: gli amburghesi suonano over the top, come sempre, ed individuano un delicato lotto di brani mirati, alternando celebrazioni prevedibili (Scorpions, Abba) ad estratti assolutamente inusuali ("Mexican", spettacolare cover della cult-band Babe Ruth).

Sicuramente, il formato tributario alla fine degli anni '90 non rappresentava un'idea innovativa, ma - per chi ha buona memoria - l' "album di cover" oggi inflazionatissimo fu riscoperto proprio durante quel tormentoso decennio: Guns 'n' Roses con "The spaghetti incident" ('93) ed un Yngwie Malmsteen in fase di riabilitazione ("Inspiration", 1996) detengono forse lo scettro degli sdoganatori, ma altrettanto probanti risultano i "raduni impossibili" patrocinati nello stesso periodo da Bob Kulick!
Un'attenta esplorazione di quel trascurato ecosistema vi porterebbe (per la prima volta?) ad apprezzare la restituzione di "I want it all" dei Queen riprocessata attraverso le lussuose corde vocali di Robin McAuley, il "migliorismo" apportato da John Petrucci su una pulsante hit come "Another one bites the dust", l'interpretazione carica di pathos di "Child in time" - da parte del navigato duo delle meraviglie Mark Boals /
 Yngwie Malmsteen. Perché privarsi di tutto ciò?

***

Nell'ardito omaggio ai Jethro Tull, Helloween tramuta il respiro della locomotiva in quello di uno schiacciasassi, mantenendo inalterato l'incedere teso e minaccioso dell'impareggiabile classico.

In tono minore "White room" dei Cream ed una pretestuosa metallizzazione di "All my loving" (Beatles), al limite della lesa maestà. E' invece chiaro l'ascendente di Scorpions e Abba sull'elaborato degli Helloween, che aprono il loro carousel dando nuovo lustro al seminale metal-rocker "He's a woman, she's a man", mentre dal repertorio dei paladini scandi-pop la scelta ricade su "Lay all your love on me" - che ben si adatta all' outfit helloweeniano!

la nota rivista gratuita spagnola Rock News, 1999. Foto dal web
la nota rivista gratuita spagnola Rock News, 1999. Foto dal web

La macchina del tempo è fuori controllo: come in un vecchio racconto di fantascienza, Helloween salta dagli umori extraterrestri di "Space oddity" (Bowie) alle avventurose e lunatiche stravaganze dei Focus e del loro cavallo di battaglia, l'irriproducibile "Hocus pocus". 

Recensire dischi NON DEVE essere sinonimo di passare al microscopio ogni traccia, assolo o riff che costituisce un'opera fonomeccanica: equivarrebbe a commentare un film rivelandone in anticipo tutti gli imprevedibili dettagli. Così, la nostalgica zucca-hippie si siede accanto al jukebox (rinunciando persino all'abbordaggio di due belle al bar!) ed evoca un'intimità concepibile solo da chi la Musica la ama davvero. Riascoltatelo!

Massimo

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