HO RIASCOLTATO: Elixir "The son of Odin"

08.09.2021

ELIXIR - THE SON OF ODIN 
(autoproduzione, 1986 / Back on Black, 2020)

Il raggelante volo del nero rapace che sorveglia una mostruosa scogliera è l'immagine che introduce al mondo dark-visionario di Elixir, forza sotterranea dell'Inghilterra post-maideniana oggi di nuovo godibile su vinile, a causa della ristampa Back On Black (l'edizione su High Roller, del 2013, scomparve rapidamente dal mercato "di superficie"!). La grafica è ben riproposta, tra l'altro, in un pertinente gatefold che ridimensiona le pur collezionabili miniature su CD rilasciate nei decenni trascorsi.

Non del tutto vincente, invece, la scelta di inserire una traccia bonus ("Chariot of the Gods") in piena A-side, incidendo irrimediabilmente sull'omogeneità della registrazione con un frammento low-fi.
Forse, Elixir sono noti ai più per aver ospitato l'ex-Maiden Clive Burr, quale percussore di pelli sul secondo "Lethal potion" (1990), ma il fascino della loro prima ed autoprodotta opera, filtrata in una funerea coltre d'azzurro, è a mio avviso impagabile. Le chitarre -a dimostrazione di come, talvolta, non siano necessarie sovrannaturali doti tecniche- cantano orrendi presagi, rievocando i rituali inenarrabili dei primi Angel WitchIron Maiden, ma con marcata sovraesposizione epico/gotica - alimentata oltretutto dall'enfatica laringe di Paul Taylor. 

Non c'è dubbio: gli spartiti di "Hold high the flame" e della celtic-flavoured "Pandora's box" s'infrangono come onde infernali sulle rocce millenarie di un reame abbandonato. Elixir cavalca la tempesta sulle figure terzinate ed i contrappunti di "Treachery (ride like the wind)" e dell'intimidatoria "Trial by fire", sotto il vessillo leggendario di "Phantom of the opera" e "Transylvania", fino all'orrore nordico della conclusiva "Son of Odin",  epilogo marziale che affonda la lama nelle membra di Tytan e Tokyo Blade:

"When the suns rise from the west
That's the time that you should start to pray
When the eagle leaves the nest
That's the sign that he is on his way!"

Per quanto mi riguarda, la saga degli Elixir non si protrae oltre il decente "Lethal potion", produzione più patinata che mantiene comunque una certa credibilità.

La prima edizione in vinile di "The son of Odin" è una indie il cui proibitivo costo e valore collezionistico sono proporzionati alla comprovata rarità; è richiesto invece un minimo sforzo economico per permettersi una qualunque delle SEI (!!!) riedizioni, stampate dal 2001 ad oggi, ed aggiungere al vostro archivio un vero classico underground.

Massimo

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