HO RIASCOLTATO: Domine - Champion Eternal

13.09.2021

DOMINE - CHAMPION ETERNAL
(Dragonheart, 1997)

Ciò che probabilmente non è mai stato riconosciuto del tutto ai Domine è l'essere pienamente riusciti nell'infiltrazione di importanti sortilegi pompouse (sebbene il primo album veda una serie di ospiti occasionali alternarsi al sintetizzatore) nel metallo sword & sorcery, laddove i rudi guerrieri degli anni '80, eccetto Warlord, avevano parzialmente fallito.
Domine hanno il merito di aver riabilitato in tempi non idilliaci un modus operandi radicato nella Heavy-Metal-Mythology americana di Manowar, Manilla Road, Cirith Ungol e primi Fates Warning; quasi in opposizione alla spacconeria dei contemporanei ed altrettanto decisivi Rhapsody, l'interesse primario di Domine riversa sui panorami moribondi di Robert E. Howard e Clark Ashton Smith, sull'inquietudine dei sofferenti personaggi di Michael Moorcock ed altre derive oscure del fantasy classico.

il demo dei Domine su Metal Shock, 1991. Collezione privata
il demo dei Domine su Metal Shock, 1991. Collezione privata

Chissà se il negozio dove acquistai a scatola chiusa "Champion eternal", al momento dell'uscita, ha dovuto o meno soccombere ai miserabili risvolti del music-business; mi accorsi che il chitarrista & compositore Enrico Paoli guardava ai cavalieri di re Tsamis come ad un oracolo, omaggiando apertamente i Warlord in molteplici situazioni, mentre le incombenti suites di "Champion eternal" si susseguivano intervallate da riconoscibilissime citazioni cinefile (Ladyhawke, Excalibur ecc).

***

Il clangore delle armi è soffocato da un'orgia di grida inumane, nella  minatoria introduzione che divampa nel maelstrom di "The mass of chaos":


"...ora che le stelle sono allineate, egli verrà!"  

Come in un paradosso, "Champion eternal" ha l'impatto della novità e l' appeal di un suono proveniente da epoche remote (l'album è largamente composto da opere di "ottantiana" stesura).

Il contributo dell'ex Sabotage Morby, non ancora perfettamente calato nel contesto dei Domine, riesce comunque a tradurre elegantemente le manie epico-eroiche del mastermind Paoli con un cantato che passa senza fatica dalla magniloquenza di Geoff Tate agli isterismi high-pitch di King Diamond. 

La compagine toscana si libra sulle ali del sogno con "The freedom flight", ad oggi uno dei suoi episodi più folgoranti, ma è nutrendosi del sangue di Witchkiller e Cirith Ungol, ed estirpandone l'elisir demoniaco, che Domine si esalta in marce perverse come "Chronicles of the black sword" e "Rising from the flames"!
Se siete in grado di cogliere l'ascendente dei Rush nell'ambiguo interludio di "Army of the dead" e quello dei Vicious Rumors nella cartolina urban "Midnight meat train", è persino probabile che non abbiate bisogno di leggere queste pagine.

"The eternal champion" è l'ultima sinfonia della spada urlante, incantesimo che rasenta il quarto d'ora e culmina nell'imperioso acuto di Morby - suggello di una consapevolezza Heavy Metal mai testimoniata, fino ad allora, alle nostre latitudini: "FOREVER!!!"

Massimo

Metal Shock, 1999. Collezione privata
Metal Shock, 1999. Collezione privata
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